Gli strumenti del Web Marketing

Con l’avvento dell’era digitale non possiamo più restare a guardare. Google, Facebook, Amazon sono solo alcune delle grandi aziende che hanno fondato il proprio core business sul WEB e che, giorno dopo giorno, acquisiscono sempre più fette di mercato a discapito delle piccole imprese che non godono delle stesse “economie di scala” e che, sicuramente, non hanno budget miliardari per sostenere il proprio sviluppo.

Ma, (s)fortunatamente, oggi siamo circondati da una miriade di strumenti sconosciuti ai più che danno la possibilità anche alle piccole e medie imprese di dire la loro nel Wild World Web.

A differenza dei media tradizionali come giornali, radio e tv, questi strumenti permettono di fare pubblicità mirata ai propri clienti target, ossia quella fetta o nicchia di mercato che è realmente interessata ai nostri prodotti o servizi e, soprattutto, di calcolare precisamente il reale ritorno sull’investimento pubblicitario.

Scopriamoli insieme, ma soprattutto chiariamo il perché è importante oggi ricavarsi un posto nel mondo di internet.

Perché essere presenti sul WEB

Secondo i dati ricavati da We Are Social ogni individuo spende in media più di sei ore al giorno su internet, da qualsiasi dispositivo. Solo questo dato mostra quanto internet influenzi le nostre vite quotidianamente.

Da un punto di vista imprenditoriale questa è un’occasione senza eguali. Infatti, grazie ad internet potremmo potenzialmente raggiungere milioni di persone dislocate nelle più impensabili aree geografiche attraverso un display di uno smartphone, o il monitor di un pc. La prima domanda da porsi è molto semplice: come raggiungo queste persone? Come può la mia azienda varcare le soglie del web? Sì, ma quanto costa?

Questo articolo può venire in tuo soccorso: eccoti alcuni dei principali strumenti di web marketing.

Sito Internet “istituzionale”

È il primo investimento da compiere per varcare le soglie del web. Internet è diventato internet da quando due giovani hanno inventato un algoritmo che risponde (quasi) esattamente alla ricerca che l’utente sta effettuando. Si stiamo parlando di Google. Il motore di ricerca a cui tutti noi, almeno una volta nella vita (o meglio almeno una volta al giorno), abbiamo posto una domanda. Google ci ha risposto con dei risultati (in gergo tecnico “SERP”) che egli stesso, tramite questo algoritmo segretissimo, ha ritenuto essere la migliore risposta alla nostra fame di sapere.

Ora è facile comprendere come questo strumento possa essere un prezioso alleato per le nostre strategie di marketing. L’utente che naviga sul web potrebbe cercare proprio noi, la nostra attività o un prodotto che vendiamo, in questo preciso momento. Non avere un proprio sito web aziendale può farci perdere davvero tante opportunità a vantaggio dei competitor.

Sito E-commerce

Nel caso in cui gestisci un’attività di commercio, il sito istituzionale può trasformarsi in un bellissimo sito e-commerce che dà la possibilità di aprire un “punto vendita” virtuale raggiungibile da ogni angolo del globo. I principi di marketing alla base sono pressoché identici: 1) raggiungere il cliente in target; 2) mostrargli il prodotto; 3) comunicare i benefeci; 4) concludere l’acquisto; 5) fidelizzare.

Ovviamente il sito, che sia e-commerce o istituzionale, è in grado di registrare qualsiasi interazione che l’utente ha avuto con le pagine web, semplicemente integrando all’interno dei nostri file alcuni strumenti, uno su tutti Google Analytics, per cui si ha il pieno controllo e i dati per migliorare il nostro sito.

Come posso raggiungere il potenziale cliente in target? SEO E SEM

Il sito internet, dunque, è il primo passo fondamentale per improntare le strategie di marketing per “colpire” proprio quegli utenti che ogni giorno cercano noi (quello che facciamo o che vendiamo) al fine di entrare in contatto o di concludere l’acquisto.

A tal proposito abbiamo a disposizione diversi strumenti per far confluire il traffico della rete presso il nostro sito internet. In questo articolo ne indicheremo alcuni:

SEO (Search Engine Optimization)

Fare SEO vuol dire letteralmente “ottimizzare il sito per il motore di ricerca”, ossia mettere in atto tutta una serie di attività e di strategie al fine di migliorare il posizionamento del sito nei risultati di ricerca.

Queste attività comprendono innanzitutto la realizzazione di contenuti unici che rispondono alle domande più frequenti degli internauti relativi alla nostra attività, i nostri prodotti o servizi, e dopo di che, occorre realizzare ed ottimizzare continuamente il sito web rispettando specifiche linee guida a livello di programmazione e strutturazione, fornite direttamente da Google.

Piccola premessa: Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo. Circa il 95% delle ricerche effettuate su internet proviene dall’algoritmo di Mountain View, dato per cui le tecniche SEO si concentrano tutte sull’ottimizzazione di questo motore di ricerca.

schermata serp di google

L’obiettivo delle attività SEO è quello di posizionare il nostro sito più in alto possibile nei “risultati organici di ricerca” in quanto migliore è la nostra posizione, maggiori saranno i click e le visite sulle nostre pagine web.

SEA (Search Engine Advertising)

La SEO è un’attività che genera risultati nel lungo periodo e richiede un impegno continuativo nel corso del tempo e, se fatta bene, permette di mantenere stabile il risultato ottenuto nel tempo. In altre parole, se raggiungiamo le prime posizioni con un determinato intento di ricerca, manterremo costante nel tempo quel posizionamento, assicurandoci nel corso del tempo un numero costante di visite.

Se invece volessimo “arrivare in prima pagina” a prescindere da tutto il discorso SEO, Google ci permette di “acquistare le prime posizioni” attraverso la sua piattaforma di pubblicità Google Ads.

Questo strumento permette sostanzialmente di acquistare le keyword (parole chiave) con le quali vorremmo posizionare il nostro sito nei risultati cosiddetti a “pagamento”. In pratica offriamo a Google una determinata somma per far comparire la nostra pagina web per determinati intenti di ricerca e per un determinato arco temporale.

schermata di esempio di google ads

Ovviamente anche questa attività richiede tutta una serie di “ottimizzazioni” specifiche per le promozioni a pagamento per far sì che l’algoritmo di Google preferisca il nostro sito a quello dei competitor. In questo caso, un fattore determinante è il prezzo massimo che offriamo a Google per comparire in prima pagina. Questa richiede particolare dedizione e deve essere effettuata in maniera molto oculata anche perché, una volta che decidiamo di interrompere la sponsorizzata, il nostro risultato scomparirà dai risultati di Google.

SEM (Search Engine Marketing)

In un contesto di web marketing strategico, le attività di SEO e SEA dovrebbero rientrare in un discorso globale al fine di sfruttare le sinergie create per migliorare il posizionamento, portare più visitatori (potenziali clienti target) sul nostro sito web e, dunque, migliorare il tasso di conversione.

La Search Engine Marketing racchiude, dunque, tutte le strategie legate all’incremento di visibilità, organica e a pagamento, del sito web. Ovviamente non c’è una ricetta o formula ben precisa che ci permette di stabilire quanti utenti visiteranno il mio sito, se adotto questa strategia o quell’altra.

Tuttavia gli strumenti di web marketing ci permettono di monitorare analiticamente ed in tempo reali i risultati di un determinato lavoro e, pertanto, di intervenire prontamente per apportare azioni correttive o di miglioramento continuo.

Direct Email Marketing

Le nostre caselle email (per chi ne ha più di una) sono tempestate di offerte, promozioni, spam e altro. Ma quanti di voi hanno compiuto un acquisto dopo aver aperto quella email del famoso marchio di scarpe americane? Io ad esempio, molte volte.

Ovvio questo succede maggiormente con quei prodotti a cui si è particolarmente legati o che si acquistano di frequente.

Tuttavia il D.E.M. potrebbe essere un’arma a doppio taglio proprio perché l’invio sconsiderato di email verso un cliente o verso un semplice utente registrato potrebbe infastidirlo e non poco.

L’eccessiva ricezione di comunicazioni, spesso inopportune, causa nella mente dell’utente una riduzione dell’importanza e dell’attenzione posta nei confronti di quel mittente che ha inviato 5 email in 4 giorni , determinando un calo drastico nei tassi di apertura.

Perciò occorre gestire le campagne di Direct Email Marketing con estrema cautela, cercando di creare messaggi unici, persuasivi e pensati per ogni tipologia di utente iscritto alla nostra newsletter, magari effettuando una analisi comportamentale preventiva per suddividere il database di clienti in gruppi omogenei al fine di comunicare al meglio offrendo ciò che il nostro cliente vuole davvero.

Quale strumento ti piacerebbe approfondire? Scrivilo nei commenti, oppure contattaci!

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